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Cooperazione internazionale

Mobilità

Il tema della mobilità è introdotto con chiarezza nella Dichiarazione di Bologna, che delinea l’obiettivo di promuoverla – per studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo – “mediante la rimozione degli ostacoli al pieno esercizio della libera circolazione”.

Nel comunicato di Berlino i Ministri ribadiscono il valore della mobilità in quanto “fondamento della costruzione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore”. Ne sottolineano l’importanza “sia in ambito accademico e culturale che in ambito politico, sociale ed economico”. Riconoscono “il rilevante sostegno dei programmi dell’Unione Europea” e stabiliscono di “intraprendere tutte le azioni necessarie per migliorare la qualità e la quantità dei dati relativi alla mobilità studentesca”. Ribadiscono inoltre la loro intenzione di “impegnarsi in ogni modo per rimuovere gli ostacoli che ancora si frappongono alla mobilità entro lo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore”. Allo scopo di accrescere la mobilità degli studenti, i Ministri “intraprenderanno tutte le azioni necessarie per consentire la portabilità di prestiti e borse di studio nazionali”.

La mobilità degli studenti per periodi di studio

La mobilità degli studenti europei per periodi di studio si svolge principalmente nell’ambito del programma Erasmus, sostenuto dall’Unione Europea e monitorato dalle Agenzie Nazionali LLP. Le borse di mobilità erogate dalla Commissione Europea agli studenti Erasmus costituiscono solo un parziale contributo alle spese di viaggio e soggiorno all’estero. Ad integrazione, sono attribuite borse integrative a livello nazionale e regionale, nonché borse provenienti da fondi istituzionali, che sono generalmente cumulabili con altre provvidenze eventualmente erogate dagli Enti per il Diritto allo Studio. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il contributo familiare risulta indispensabile per consentire il mantenimento dello studente all’estero, soprattutto nei paesi con un costo della vita molto elevato.

L’attribuzione di una borsa Erasmus per un periodo di studio all’estero – o comunque l’attribuzione dello status di studente Erasmus - esige il pieno riconoscimento di un numero di crediti pari a quello che lo studente avrebbe acquisito nello stesso periodo di studio presso la propria istituzione di appartenenza. Il pieno riconoscimento si basa sull’elaborazione di un piano di studio adeguato alla durata del soggiorno, di cui sia prevista la piena sostituibilità con attività formative previste nel proprio curriculum per un numero di crediti equivalente. Il riconoscimento è garantito a priori, prima della partenza dello studente, mediante la firma di un documento che indica con chiarezza le attività formative da svolgere all’estero e quelle dalle quali lo studente sarà esonerato dopo aver completato con successo il suo periodo di studio all’estero.

Con l’introduzione dei tre cicli nei 45 paesi partecipanti al Processo, per gli studenti si apre la possibilità di svolgere uno dei cicli all’estero o anche presso un’altra istituzione del proprio paese. Occorre quindi che questo tipo di mobilità tra cicli ed istituzioni sia agevolato da procedure di Riconoscimento titoli trasparenti, coerenti ed affidabili, così come previsto dalla Convenzione di Lisbona.

 

La mobilità dei docenti e del personale tecnico-amministrativo

Già nella Dichiarazione di Bologna i Ministri avevano dedicato particolare attenzione alla promozione della mobilità dei docenti, dei ricercatori e del personale tecnico-amministrativo, ponendo l’obiettivo “del riconoscimento e della valorizzazione dei periodi di ricerca, didattica e tirocinio svolti in contesto europeo, senza pregiudizio per i diritti acquisiti”. A Bergen, essi si impegnano a intensificare ulteriormente i loro sforzi per eliminare gli ostacoli a tale mobilità, “attraverso la facilitazione del rilascio dei visti e dei permessi di lavoro”.