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Conservatorio

Convenzione quadro Università - Conservatorio

Didattica, ricerca, servizi agli studenti i principali settori di collaborazione

E' stata sottoscritta il 20 febbraio 2009 la convenzione quadro fra l'Università di Trieste e il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste. Oltre al rettore Francesco Peroni e al direttore del Conservatorio Massimo Parovel, erano presenti in sala Cammarata l’assessore regionale al lavoro, università e ricerca Alessia Rosolen, la presidente del Conservatorio Anna Illy, il direttore amministrativo dell’Ateneo Antonino Di Guardo e il rappresentante degli studenti del Tartini Tommaso Bisiak.

«La convenzione che ci lega al Conservatorio Giuseppe Tartini s'inserisce in quella politica che l'Ateneo persegue da anni, con determinazione, al fine di strutturare relazioni stabili ed efficaci con i diversi attori istituzionali del territorio - spiega il rettore dell’ateneo giuliano Francesco Peroni -. In questo quadro, l'accordo che andiamo a siglare rappresenta un traguardo particolarmente significativo, in considerazione del fatto che Università e Conservatorio appartengono, alla luce delle recenti riforme, al comune bacino dell'alta formazione.

Le potenzialità che ne derivano sono dunque rilevanti e investono funzioni primarie delle nostre istituzioni, a partire dall'offerta formativa fino all'organizzazione dei servizi per gli studenti. È un passo importante verso la costruzione di una Trieste che guarda all'Europa, candidandosi a centro internazionale di cultura e di scienza».Promuovere iniziative condivise, anche sperimentali, di ricerca e di formazione, favorire la possibilità della doppia frequenza, il miglioramento dei servizi agli studenti e l’integrazione dei diversi sistemi bibliotecari, alcuni dei punti salienti dell’accordo che prevede anche la realizzazione di iniziative connesse al progetto “Light-net”, la rete di comunicazione in fibra ottica.

Con particolare soddisfazione il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste ha sostenuto e accolto la nuova convenzione: come sottolinea il Direttore del Conservatorio, Massimo Parovel, «si tratta di un accordo di estremo rilievo, probabilmente il primo, a livello nazionale, che intercorre fra Università ed Alta Formazione Artistica e Musicale. È anche la concreta dimostrazione di una comune volontà di "fare sistema" in modo organico e non solo occasionalmente: a beneficiarne saranno innanzitutto gli studenti, anche in termini di maggiori e migliori servizi, dagli stage alle attività culturali, dalla mobilità alle borse di studio».

La convenzione, resa possibile dalla riforma dell’Alta formazione artistica e musicale che colloca a livello universitario i corsi superiori del Conservatorio, schiude molteplici collaborazioni nell'ambito delle rispettive finalità istituzionali, e certamente favorirà la migliore utilizzazione delle risorse di entrambi gli enti, come viene evidenziato dallo stesso direttore e dalla presidente del Conservatorio Anna Illy. L’accordo offre inoltre strumenti ottimali alla progressiva costruzione di un sistema integrato di relazioni, territoriali e internazionali, sui temi della valorizzazione della ricerca e della correlata produzione musicale, anche in relazione alle tradizioni e peculiarità del territorio.

Nell’area geografica in cui Università e Conservatorio operano, al centro di potenzialità di sviluppo culturale e artistico cruciali, i due enti potranno più efficacemente investire nella formazione del capitale umano professionale facendo leva sull’eccellenza. Il rappresentante degli studenti del Tartini, Tommaso Bisiak, osserva che «la nuova logica di scambio e cooperazione schiuderà, tanto agli studenti quanto alle due istituzioni, nonché ai giovani professionisti ed ai ricercatori, una moltiplicazione delle opportunità nell’ambito dello studio e della ricerca. La grande sfida è quella di poter stimolare in modo nuovo la progettualità di due settori di assoluta eccellenza, potenziando le energie sul campo e stimolando nuove idee che potranno portare lontano».

«Un documento innovativo quanto essenziale - dice infine Paolo Prelazzi, presidente del Consiglio degli studenti - in cui si evidenzia la concreta volontà di cooperazione tra due centri di alta formazione che si cristallizza nell’attenzione posta alle esigenze degli studenti, dai temi di diritto allo studio a quelli di una qualificante cooperazione nell’ampliamento dell’offerta didattica. Una bella pagina per la storia dei due enti, scritta però alla luce di quello che sembra essere il tramonto per il sistema della pubblica istruzione».