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Appuntamenti e notizie

I concerti del Conservatorio: "1917 - 2017 Omaggio a Ugo Amendola"

a cura del Dipartimento di Strumenti Armonici
Musiche di Ugo Amendola
Sala Tartini - Mercoledì 24 maggio 2017 - ore 20.30
Ingresso libero su prenotazione (tel 040 6724911)

24 maggio 2017, 20.30

PROGRAMMA

Ugo Amendola

Divertimenti su basso ostinato, per pianoforte

   Preludio Omaggio a Igor Strawinsky

   Notturno Omaggio a Claude Debussy

   Marcetta Omaggio a Gabriele Bianchi

   Valzer Omaggio a Maurice Ravel

   Finale Omaggio a Gino Tagliapietra

Andrea Virtuoso − Pianoforte

 

Seconda Sonata per pianoforte (1947)

Primo Premio Concorso Nazionale C. U. C. di Bolzano (1947) per Musica da camera

Kostandin Tashko − Pianoforte

 

Due tempi di Sonata per violino e pianoforte (1939)

Primo Premio Concorso di Composizione di Bolzano (1940)

Giada Visentin − Violino, Llambi Cano − Pianoforte

 

Terza Sonata per pianoforte (1961)

Primo Premio Concorso Nazionale Pianistico "Città di Treviso" (1961)

Luca Chiandotto − Pianoforte

 

NOTE DI SALA

Nei Divertimenti su basso ostinato, originalmente costruiti sulla staticità del do centrale, che costituisce una sorta di fascia ostinata, il pensiero va innanzitutto ai ritmi ossessivi di Stravinskij, alle atmosfere notturne e sinestesiche di Debussy, all'ironia di Gabriele Bianchi, con cui Amendola si diplomerà in composizione nel 1947; non mancano però riferimenti alla sensualità dei valzer raveliani e al virtuosismo tardo romantico di Tagliapietra. Si profila già un intero universo di valori, ancorato alla storia recente e alla identità veneta, ma nello stesso tempo aperto alle linee più moderniste, su cui egli si innesta saldamente. Per Amendola la Sonata rappresentava l'involucro formale più complesso da realizzare; diceva spesso che se per elaborare una fuga è necessario un ferreo mestiere, la sonata richiede una raffinatezza di elaborazione e una fantasia che mettono davvero alla prova il talento del compositore. Affermazione che trova riscontro e fulgido esempio nei sette lavori per pianoforte dedicati a questo genere musicale, esemplari per logica essenzialità, capacità costruttiva, originalità di trasformazione del materiale, maestria contrappuntistica, perizia nella scrittura musicale e immediatezza espressiva: elementi che contribuiscono a porle tra gli esiti più riusciti del suo catalogo. (Letizia Michielon)

Vi è una strana sindrome tutta italiana, ancora di«icile da abbattere. Quella per la quale, nel Novecento, gli alti profili della composizione sono inequivocabilmente dominati dalla Vienna più colta, dalla Parigi più antiromantica, dall'internazionalismo di altri autori. Così nomi di assoluto valore come Respighi, Casella, Ghedini, Malipiero - per citarne alcuni - vivono in una sorta di "patria secondaria" della grande musica. Non solo questo è un pesante equivoco ma impedisce una lucida visione che ci fa capire come, ad esempio, la poetica compositiva di Ugo Amendola si iscrive in questo novero di eccellenze, in questa traccia ampia e cosmopolita nella quale Venezia e il suo milieu costituisce un primario luogo di creazione. I Due tempi di sonata per violino e pianoforte ci spiegano come il ventiduenne Amendola sviluppi due poetiche diverse e relate ad un tempo. Il primo tempo è tessuto di una materia sonora rarefatta, sognante, carica di un melodizzare avvincente, raffinato che, nel secondo tempo, vola verso maggiori brillantezze virtuosistiche. Così come all'epoca d'oro di Venezia, il compositore colto e sensibile è attratto sia dalla sensiblerie francese che dalla sensucht mitteleuropea. (Marco Maria Tosolini)

 

Ugo Amendola

Nasce a Venezia il 28 agosto del 1917. Consegue il Diploma in Pianoforte sotto la guida di Gino Tagliapietra, allievo di Ferruccio Busoni; nel 1947 ottiene anche il Diploma in Composizione con Gabriele Bianchi; l'anno seguente quello in Musica corale e direzione di coro con Sante Zanon e infine quello in Direzione d'orchestra nella classe di Nino Sanzogno (disciplina in cui si sarebbe più tardi perfezionato alla scuola di Hermann Scherchen).

La sua vita professionale si divide, sin dall'inizio, tra un'intensa attività concertistica (si esibì anche alla Scala di Milano), compositiva e didattica. Fu docente di Composizione al Conservatorio "B. Marcello" di Venezia e successivamente ne divenne direttore dal 1973 al 1985.

Ha ricevuto importanti onorificenze tra cui: Medaglia d'oro del Comune di Venezia quale riconoscimento per il premio conseguito alla Scala di Milano (Primo premio Concorso Nazionale di Composizione città di Milano, 1948), titolo di Cavaliere al Merito insignito dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini su segnalazione del Ministro della Pubblica Istruzione On. Adolfo Sarti.

a.__libretto_primavera_estate_2017_11.pdf
a.__libretto_primavera_estate_2017_12.pdf